BASSORILIEVO ULDINO DESUO' NOVARA TERRACOTTA SMALTATA APOSTOLI CRISTO QUADRO 13
Riferimento: 202658734074
Ø Codice: R451
Ø TITOLO: Incredibile antica scultura raffigurante i 12 apostoli e Cristo
Ø ORIGINE: Italia, Novara , Piemonte.
Ø PERIODO: primi '900
Ø STILE: Futurismo, astrattismo.
Ø MATERIALI: terracotta smaltata
Ø AUTORE: Uldino DESUO (1929-2014)
Ø MODELLO: bassorilievo, scultura , quadro , piastrella formella da appendere
Ø DIMENSIONI: ingombro massimo 95 x 23 spessore 3 cm
Ø PESO: compreso scatola 8 kg
Ø CONDIZIONI: Perfette,
Ø INTERVENTI: Nessuno.
Ø NOTE: Una scultura incredibile, un'opera d'arte di grande valore estetico e collezionistico, da non perdere.
PRESENTAZIONE: Elio Bozzola (Belio)
Dopo anni di attività e di insegnamento nelle arti applicate, Desuò afferma di aver avvertito il bisogno di riallacciarsi alle origini dell'arte contemporanea, recuperando elementi strutturali del cubismo nelle sue sculture in ferro e metallo degli anni '50.
Alla ricerca di una maggiore nitidezza e di una più efficace forza vitale, negli anni seguenti l'artista sperimenta tecniche di ceramica a monocottura che gli permettono di ottenere risultati più rivolti ad un'espressività intrinseca che alla cura della superficie, giungendo alla riconoscibilità dello schema essenziale della figura umana, con un addolcimento delle forme.
Attraverso l'uso di nuovi materiali, come l'alluminio anodizzato - con i caratteristici riflessi, ammorbiditi grazie alla porosità della superficie - o come gli sfibrati quadri ad encausto, Uldino Desuò raggiunge mirabili sintesi espressive di tendenza figurativa-astratta ed espressiva. Egli stesso infatti sostiene : "Io sono sempre stato un figurativo: talvolta il bisogno di essenzialità mi ha portato ad una tale concentrazione delle forme da rendere forse poco riconoscibile lo schema iniziale. Ma il punto di partenza è sempre la figura umana, la sua enorme carica di poesia e di spiritualità". (1986)
Anche nelle sculture in legno, che rappresentano la novità degli anni '80 della sua polivalente carriera artistica, la figura umana - e soprattutto quella femminile - continua ad avere un ruolo di assoluta preminenza. Una figura dove l'elemento naturale non viene descritto, "ma approfondito nei suoi processi strutturali... riscoprendo ciò che già esiste imprigionato nel nostro mondo" (Moroni, 2005). "Ma pure quando lo scultore ignora i riferimenti reali creando oggetti esclusivi della sua fantasia - sostiene Amedeo Alliata ('98) - l'obiettivo è sempre quello di provocare al massimo il fascino della materia".
L'assoluta chiarezza di idee, l'urgenza del bisogno creativo e la mancanza di atteggiamenti opportunistici che portano ad una produzione soggetta alle mode di mercato fanno sì che Uldino Desuò si sia conquistato, "in forza di una produzione vasta e qualificata nel corso degli ultimi trent'anni, un posto di rilievo nel panorama della scultura italiana ed europea contemporanea" (Quaglino '86).
BIOGRAFIA
Nato a Villanova Marchesana nel 1929 e terminati gli studi superiori, acquisisce gli elementi della tecnica artistica con la frequenza di corsi di pittura e di scultura. Dal '58 al '64 è direttore tecnico-artistico della ceramica d'arte "Aretini" di Cameri : anni preziosi per gli studi sul colore. Dal '66 al '72 è creatore ceramista alle "Ceramiche Borg" e libero docente di scultura e disegno nell'innovativa scuola novarese del maestro Di Salvatore. Nel '70 apre il suo studio di scultore e grafico a Borgovercelli; presto è a Novara. Dall'80 si dedica quasi esclusivamente alla ricerca e alla sperimentazione sui materiali.
Numerose le mostre personali e collettive; fra le principali ci sono la Mostra nazionale della ceramica a Gubbio nel '56, Mostra nazionale d'Arte Giovanile a Roma nel '58, "Pittura e Scultura" a Novara nel '59, una personale a Trento nel '63, "Nuove ricerche" a Gignese nel '74, Mostra Internazionale di scultura alla Fondazione Pagani di Castellana nell'84, "Provocare la materia" al Castello di Galliate nel '98, "Frammenti e macerie" a Omegna nel '99 e "Uldino Desuò - Ieri e oggi" a Borgo Ticino nel 2005.
Sue opere figurano in collezioni private, pubbliche, in Italia e all'estero, fra cui: Banca d'Italia e chiesa di Papa Giovanni a Novara, chiesa salesiana di Borgo San Martino a Casale, chiesa di San Giovanni della Pace a Milano, Fondazione Pagani a Castellana, ad Atene, Basilea ed Arabia Saudita.