ANTICO QUADRO DIPINTO OLIO TAVOLA A. Maiocchi PAESAGGIO TRAMONTO MONTAGNA BAITA
Riferimento: 203146784816
Ø Codice: U33
Ø TITOLO: "Luci di tramonto" Attilio Maiocchi - Incantevole e prezioso quadro raffigurante un paesaggio montano, un fascio di luci si fa strada tra le vette delle montagne innevate toccando i campi, gli alberi, una baita, tutto ciò che incontra, questa luminosità in contrasto con i boschi sullo fondo dona una particolare profondità alla composizione. Notevole tecnica dalla pennellata materica, corposa, con colori brillanti stesi con brevi tratti capaci di trasmette la sensazione delle luci vibranti del tramonto. L'opera è firmata anteriormente in basso a sinistra "A. Maiocchi" e titolata e firmata sul retro. Racchiusa in una cornice dorata con passepartout in tela grezza.
Ø ORIGINE: Italia
Ø PERIODO: Meta del '900.
Ø STILE: Paesaggio, macchiaiolo
Ø MATERIALI: Olio su tavola, cornice in legno con passepartout in tela grezza e ulteriore profilo dorato.
Ø AUTORE: Attilio Maiocchi (Lodi, 1900 – Lodi, 1968) Nel 1919 entrò all'Accademia di Belle Arti di Brera dove ebbe come maestri Camillo Rapetti, Vespasiano Bignami, Giuseppe Mentessi e Antonio Ambrogio Alciati. Ha realizzato un gran numero di opere (molti i ritratti), partecipando a diverse mostre ed esposizioni. Attilio Maiocchi fu inoltre docente di pittura e disegno: dal 1929 al Collegio delle Dame Inglesi di Lodi, dal 1932 all'Istituto Statale “Agostino Bassi” (sempre a Lodi), e successivamente all'Istituto Lodigiano Scuole Professionali. Nel 1927 l'opera Testa di vecchio gli valse un premio dal Ministero della Pubblica Istruzione. Un suo ritratto di Mons. Pietro Calchi Novati è conservato nel Seminario Vescovile di Lodi. Altri ritratti sono presso la galleria dei benefattori dell'Ospedale Maggiore della stessa città. (wikipedia)
(...) L’immagine che si ricorda di Maiocchi è di un artista del suo tempo, contagiato dall’esercizio della pittura, e, insieme, dalla meticolosa ricerca della qualità visiva; di un professionista affidabile, che tendeva a dare di sé i due poli di una conoscenza fattiva, pratica della tecnica e la spiritualità del prodotto finale in stretto legame dialettico.
Solo la padronanza del “come si fa” , della materialità dell’opera – ci disse una volta che eravamo con Ugo Maffi nel suo studio di via XX settembre – è in grado di garantire la qualità di quel prodotto intellettuale che è l’opera di pittura.
Come vi è riuscito possono bastare i ritratti e alcuni paesaggi.
Maiocchi fu pittore dalla attività intensissima (ben oltre duecento i ritratti, più vicini ai cinquecento i paesaggi di tutte le dimensioni). Provava gioia nel dipingere e questo spiega il suo frenetico comporre: un’attività partita nel 1919, con l’ingresso a Brera, dopo il militare, ma già praticata da ragazzo, riservandogli più tempo di quanto non dedicasse a far barbe nel negozio del papà.
Degli anni Venti, Trenta e Quaranta, non si conosce molto, o quanto meno si conosce in misura insufficiente e imperfetta: alcune acqueforti degli anni Trenta, qualche ritratto (quello all’Alciati (1927). suo maestro d’ accademia, (1927), un autoritratto giovanile (?), quello da “maturo” (1923), quello della moglie Nilla, il ritratto del padre (1924), quello del “Vecchio” (1927), con cui vinse il premio del ministero alla P. I., quello della suocera (1934), del prof. Lorenzetti (1938), delle figlie Anna e Gabriella bambine, quelli che stanno nella quadreria dell’Ospedale); e poi, qualche natura morta, qualche paesaggio di Fiera di Primiero, del Lago di Garda, impressioni della laguna veneta, un gruppo di oli localmente importanti come “L’arcata del ponte sull’Adda” (1930) “Mura di Lodi” (1935) , “L’Adda al Geraletto” (1937), “Piazzale della Stazione Ferroviaria” (1936), “La chiesa di San Francesco”, “Il Protiro del Duomo di Lodi”. Un nuovo “omaggio” potrebbe far compiere qualche passo avanti utile A tracciarne la storia pittorica, approfondirne i caratteri e le componenti stilistiche, indagarne i contorni, le tecniche, le influenze, il gusto. Ma servirebbe prima un censimento generale della sua produzione. Fonte (https://formesettanta.wordpress.com)
Ø DIMENSIONI: 64x55,5 cm (compresa cornice) - 44x35 cm (solo opera)
Ø PESO: 2,22 kg.
Ø CONDIZIONI: Ottime, presenta leggeri segni del tempo ed utilizzo sulla cornice, dipinto perfettamente fruibile, come da foto allegate.
Ø INTERVENTI: Alla bisogna, ritoccare la cornice.
Ø NOTE: Dipinto eccezionale, bellissima profondità e tecnica. Altissima qualità e di un grandissimo pittore Lombardo. Da non perdere.